Stage: il mio primo giorno.

Lunedì mattina, sveglia presto per prendere il treno, direzione Pisa. Finalmente è arrivato il fatidico giorno, il banco di prova: oggi inizia il mio stage. Sono impaurita ed emozionata allo stesso tempo, ma carica come una molla e pronta ad iniziare questo nuovo capitolo della mia vita.

Mentre il treno corre su i binari mi chiedo se davvero sarò all’altezza della situazione, se ricorderò tutto quello che ho studiato e se farò le cose giuste. L’ansia è tanta e si fa più forte man mano il treno si avvicina alla stazione di arrivo.

Una passeggiata a piedi ed eccomi davanti all’ufficio. Conosco i colleghi, faccio un rapido giro degli ambienti e poi subito al lavoro; non c’è tempo da perdere, una scadenza importante si avvicina. Dopo qualche rapida spiegazione sono già immersa nel lavoro. Certo non sarà la cosa più complicata del mondo, però è importante, e passata qualche ora comincio subito a sentirmi parte di un team.

La mattina scorre veloce, e senza che me ne accorga sono già le 13.30. Una piccola pausa pranzo -sono troppo nervosa per mangiare- e poi subito al lavoro.

Telefono, telefonataMissione del pomeriggio: fare un lunghissimo giro di telefonate. Prendo il coraggio a due mani e inizio, in fondo so di cosa stiamo parlando e sono pronta a farlo. “Buon pomeriggio, sono Camilla e la chiamo per conto…..” Così senza rendermene conto si arriva a sera ed è ora di tornare a casa.

Salgo sul treno e mentre i binari scorrono penso che anche questa è andata, che il primo giorno è andato e che fondamentalmente non è stato male. Sono stanca, ma non credo che questa notte riuscirò a dormire perchè, nonostante tutto, è stata una giornata piena di emozioni. Ho conosciuto gente nuova, ho imparato cose nuove e sopratutto posso finalmente dire: anche io sono un event manager.

Camilla

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Fine corso: e adesso cosa faccio?

Ecco la domanda fatidica, quella che prima o poi tutti i ragazzi che concludono un percorso di studi si trovano a porsi. Cosa faccio? Perché è vero che dopo tutte queste ore in aula ci sentiamo più preparati, più consapevoli, ma è anche vero che sotto sotto non sappiamo assolutamente da che parte guardare né dove sbattere la testa. “Ma c’è lo stage” direte voi. Vero c’è sempre lo stage, ma davvero vogliamo credere che per quanto formativo possa essere ci spalancherà di colpo le porte della conoscenza dell’event management? Io non credo. Secondo me ci ritroveremo tutti ancora con quella fatidica domanda che ronza nella testa. Ecco quindi quello che secondo me dobbiamo fare.

Prima di tutto niente panico.shield-114440_640

Il panico non ci aiuta, non ci fa ragionare, e diciamolo pure chi affiderebbe un lavoro a un organizzatore di eventi che soffre di crisi d’ansia?
Sedetevi e riflettete. Pesate a tutto quello che avete appreso in aula, a quanto sia stato interessante sentire persone che fanno questo lavoro da vent’anni raccontare delle loro esperienze, di come lo stage vi abbia spaventato a morte ma allo stesso tempo di quanto vi abbia insegnato, quanto il confronto con i vostri compagni vi abbia arricchito. Pensate che per quanto inesperti possiate essere avete già fatto il primo passo per realizzare il vostro sogno e che avete già delle piccole basi per pensare di creare qualcosa di vostro.
Quindi il mio secondo consiglio è il seguente: buttatevi! Pensate un’idea, sviluppatela e proponetela !
Cercate qualcuno che possa ascoltarvi, che abbia come voi la voglia di fare e insieme portate avanti il progetto con passione e professionalità.
Altra cosa da non dimenticare mai è: create una rete di contatti. I contatti sono come oro in questo mestiere e quindi prendetene il più possibili, ma allo stesso modo coltivateli. Questo lavoro è fatto di relazioni e rapporti umani, quindi fate i bravi e sfoderate il vostro sorriso migliore.
Ultimo ma non ultimo: non sentitevi mai e poi mai arrivati, ma anzi rimanete sempre aggiornati. Leggete blog di settore, informatevi sulle nuove tendenze, leggete i giornali locali, insomma siate sempre sul pezzo per non rimanere indietro.

Questi sono solo dei piccoli consigli che può darvi una ragazza che si è appena approcciata a questo lavoro, sono le cose che mi ripeto prima di addormentarmi la sera. Di sicuro non sono sufficienti a far di noi dei grandi event manager, ma da qualche parte si dovrà pure iniziare no?

-Camilla-

Corso IEM: imparare facendo

Se c’è una cosa di cui ci siamo resi conto da quando abbiamo iniziato il corso IEM  (International Event Management) è che risulta davvero difficile e complesso teorizzare o schematizzare in qualche modo tutto quello che riguarda il mondo dell’organizzazione degli eventi. Ebbene sì, purtroppo non esistono delle guide scritte o dei testi che possano insegnare tutti gli aspetti e i segreti di questa professione, e se anche esistessero, sarebbero certamente riduttivi e poco concreti. Purtroppo (o per fortuna) in questo settore ciò che conta di più, oltre alle conoscenze di base, è l’esperienza sul campo, il contatto con i clienti e la pratica. Non a caso i docenti scelti per questo corso sono tutti dei professionisti del settore, già affermati da anni nel mondo del lavoro: infatti, oltre a spiegarci qualche principio teorico della professione, essi ci trasmettono molto della loro esperienza diretta, proponendoci anche diverse prove pratiche, in classe e fuori porta.

Lavorando per il blog con la prof Eva Pratesi

Lavorando per il blog con la prof Eva Pratesi

Nel corso delle lezioni ci siamo cimentati in varie simulazioni:

  • nel campo delle strategie di comunicazione, oltre ad aver scoperto vari strumenti online utili per la produzione di presentazioni, inviti e newsletter, abbiamo pianificato e realizzato insieme questo blog;
  • ci siamo confrontati poi con varie tipologie di evento, provando a progettare per esempio un piano di servizi richiesti per un congresso, un evento per il lancio di un prodotto da parte di un’azienda, fino a definire un budjet di servizi nel campo del destination wedding.
  • oltre a questi eventi (che si iscrivono principalmente nel campo di una committenza esterna), ci siamo confrontati anche con il mondo degli eventi in “produzione“, cioè pianificati e realizzati direttamente da un’agenzia di event management, simulando l’iniziale fase del brainstorming fino ad arrivare a quella finale del follow up.

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Questi sono stati finora gli step più interessanti e coinvolgenti delle nostre lezioni, che ci hanno permesso di arricchire il nostro bagaglio di conoscenze sul campo, e che speriamo di poter mettere in pratica durante la prossima e tanto attesa fase di questo percorso: lo STAGE!

Barbara