Tutto quello che c’è da sapere su uno stage

Alla ricerca di una definizione…lente

Nel vocabolario della lingua italiana lo stage viene definito come:

-“una attività scolastico / formativa programmata, collocata in ambiente di lavoro, con una presenza operativa non finalizzata alla produzione”.

-“un evento formativo, attraverso il quale lo stagista esperimenta nella realtà concreta del lavoro il ruolo al quale viene formato o viene aiutato a comprendere l’organizzazione di contesti diversi entro i quali impara ad apprendere con modalità nuove”.

Dunque potremmo definire il tirocinio formativo e di orientamento, più comunemente noto con il termine stage, come il completamento di un percorso formativo.

Caratteristiche:

L’esperienza di stage viene generalmente effettuata al termine o durante  un percorso di studi, come può essere una scuola superiore, un percorso universitario, un master post laurea o un corso di formazione privato.

Si tratta di un periodo in cui lo stagista ha la possibilità di approfondire alcune specifiche discipline del suo percorso di studi, attraverso un’esperienza pratica e diretta nel mondo del lavoro.

Uno stage ha generalmente una durata minima di 3 mesi e massima di 12.

Il Decreto Ministeriale n° 142 del 1998 regolamenta language-school-834138_1920le attività di tirocini formativi e stage e stabilisce che i rapporti tra datori di lavoro e stagisti non costituiscono in alcun modo rapporti di lavoro. Lo stage non comporta alcun obbligo retributivo o previdenziale da parte delle aziende.

Gli studenti ospitati presso aziende, enti e strutture pubbliche e private per motivi di studio godono di adeguate coperture assicurative.

Lo stage aziendale appartiene all’ampia esperienza dell’alternanza tra formazione e lavoro; chi fa stage viene a trovarsi quindi in una situazione la cui finalità formativa è in un contesto lavorativo.

Allo stagista vengono proposte alcune delle condizioni tipiche del lavoro, ma essendo uno “studente” si trova in una condizione giuridico – sociale e psicologica diversa da quella del lavoratore. Durante la sua esperienza lo stagista deve saper prendere delle decisioni, individuare problemi, organizzare e progettare il proprio lavoro, comunicare e lavorare in squadra.

L’obiettivo dello stage è quello di inserire nel curricolo esperienze lavorative a carattere formativo, con lo scopo di mettere in pratica i contenuti teorici studiati, verificare sul campo la scelta professionale e acquisire un’immagine più reale del mondo produttivo. Con quest’esperienza lo “studente” può rendersi conto delle sue capacità e delle sue carenze evitando così errori nella scelta del primo impiego.

Tra l’azienda e lo stagista si viene a creare un rapporto libero da vincoli di subordinazione e di compensi; nonostante questo l’azienda deve fare in modo che lo stagista sia inserito nel contesto di lavoro durante il periodo programmato. Lo stagista inoltre deve abituarsi alla puntualità, alla precisione e alla responsabilità per creare un buon rapporto lavorativo.

QUINDI RIASSUMENDO:

Lo stage E’…

La pratica dello stage, da tempo diffusa nei Paesi economicamente evoluti come strumento “ponte” per la transizione della persona dalla dimensione formativa a quella lavorativa,exchange-of-ideas-222788_640 riesce a creare un’efficace integrazione tra sistema educativo e sistema produttivo, evitando stacchi troppo netti tra tempo della formazione e tempo del lavoro.

L’efficacia di uno stage è data dal suo intrinseco valore formativo. Un valore che si determina con l’adozione di un progetto volto a far sviluppare allo stagista competenze professionalizzanti (sia di tipo tecnico-specialistico, sia di tipo strategico-trasversale) funzionali all’occupabilità della persona (employability) sul mercato del lavoro.

Lo stage si configura come un rapporto trilaterale, attivato grazie alla necessaria collaborazione tra 3 attori principalilo stagista, l’azienda ospitante e il soggetto promotore.

Lo stage NON E’…

Lo stage non è una prestazione professionale, ma un’esperienza di apprendimento attivo e pratico in un ambiente professionale.

Lo stage, dunque, non costituisce una forma atipica di un rapporto di lavoro subordinato. Non deve essere utilizzato per funzioni che non rispettano gli obiettivi formativi, né per attività a bassa qualifica o per ricoprire ruoli vacanti nell’organizzazione aziendale. Non è corretto nemmeno utilizzare lo stage per sopperire all’insufficienza di risorse nei periodi di picco delle attività o per sostituire il personale dell’azienda nei periodi di malattia, maternità o ferie.

Diversamente, lo stage può essere un’occasione per far svolgere a giovani alti potenziali determinate attività che nelle normali situazioni di lavoro vengono rimandate per mancanza di tempo o di risorse dedicate come, ad esempio, la realizzazione di progetti di ricerca o di marketing, la creazione di banche dati e archivi cartacei o elettronici, il supporto operativo al responsabile di funzione ecc..exchange-of-ideas-222787_640

Infine, è bene ricordare che lo stage non deve essere considerato l’unico strumento di primo contatto con il mondo del lavoro per i giovani: a questo scopo, esistono anche (e soprattutto) i contratti di apprendistato, strumenti contrattuali d’elezione per l’inserimento formativo in un ambiente lavorativo.

-Francesca Cerisoli-

 

 

 

 

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